Disturbi dell’alimentazione

E’ evidente come patologie quali l’anoressia e la bulimia nervosa sembrino essere i disturbi tipici dell’epoca che stiamo vivendo: siamo quotidianamente bombardati da messaggi dei mass-media che fanno intendere che l’apparenza esterna è molto più importante della propria identità interna, e secondo i quali la magrezza è sinonimo di bellezza, successo, ricchezza, e l’obesità  invece diventa sinonimo di bruttezza, motivo di rifiuto e stigmatizzazione. I fattori sociali, interagendo con altri fattori emotivi, familiari, biologici, rivestono pertanto un ruolo significativo nell’eziogenesi di tali disturbi, basti pensare che l’anoressia nervosa è un disturbo praticamente sconosciuto in paesi in cui la magrezza non viene considerata una virtù e non è connessa alla bellezza.  Parallelamente all’ideale culturale ed estetico legato alla magrezza, il sistema industriale moderno commercializza cibi ad alto valore energetico, che facilitano l’incremento di peso, a discapito delle proprietà nutritive.

Caratterizzati dalla presenza di evidenti alterazioni del comportamento alimentare, cioè della modalità di rapportarsi al cibo. Comprendono: anoressia nervosa, bulimia nervosa, entrambe caratterizzate dall’alterazione della percezione dell’immagine corporea, e il binge eating disorder ( disordine da abbuffate compulsive):

Anoressia nervosa: caratterizzata dal rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo compatibile con un normale stile di vita, dalla ricerca esasperata della magrezza connessa ad una intensa paura di ingrassare, pur essendo in condizioni di evidente sottopeso, dall’ostinazione con cui vengono seguite rigide norme dietetiche. La sintomatologia comprende amenorrea, dimagrimento repentino e costante da diversi mesi e peso corporeo di diversi kg al di sotto del peso-forma (12-15 kg in meno), alterazione della percezione del peso e della forma del proprio corpo (dimorfismo corporeo) e rifiuto di vedere e accettare l’attuale condizione di sottopeso. Possono inoltre essere presenti: comportamenti finalizzati alla perdita di peso: vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici, eccessiva attività fisica; condotte ossessive riguardanti il cibo. Maggiormente frequente nella popolazione femminile, negli ultimi anni si nota un incremento del disturbo anche in quella maschile.

Bulimia nervosa: si distingue dall’anoressia nervosa poiché consiste in frequenti episodi di abbuffate compulsive in cui la persona, in preda ad un impulso irrefrenabile e ingestibile, divora una quantità di cibo sproporzionata rispetto a quella che una persona non affetta da questo disturbo riuscirebbe a mangiare nello stesso lasso di tempo. Seguono condotte di eliminazione inappropriate al fine espellere quanto appena ingurgitato e quindi evitare l’aumento di peso.

Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder): si caratterizza dalla mancanza di controllo sull’alimentazione, in assenza di condotte di eliminazione, e conduce ad un significativo incremento ponderale. Questa forma di discontrollo alimentare è spesso associata a livelli variabili di obesità e ne può essere concausa. Ciò che primariamente differenzia questa alterazione del comportamento alimentare dai disturbi già visti è, appunto, la mancanza di tutte quelle possibili misure adottate al fine di prevenire le conseguenze delle abbuffate sul peso corporeo. Equamente presente nelle popolazioni maschili e femminili, può presentarsi in morbilità con altre psicopatologie.dist alimentari dismorfismo corporeo2